Il Labrador retrevier
Tra i cani da caccia, il Labrador è una delle razze che dimostrano un maggior contatto con l’uomo. Mantiene comunque una certa indipendenza e iniziativa. Le sue doti si esprimono al meglio proprio nei compiti che mettono in risalto questa doppia natura: attenzione all’uomo e intraprendenza.
Chi è ?
Il Labrador è un Retriever: un cane da caccia il cui compito è riportare le prede abbattute. E’ stato selezionato verso la fine del 1800 dai cani da lavoro in acqua di Terranova. Newfoundland (tradotto come Terra Nuova, Terranova), è una fredda isola vicina alle coste del Canada; ha ospitato per molti secoli i vascelli dei pescatori di merluzzo provenienti da tutta Europa. Nel lavoro, i pescatori venivano aiutati da due varietà di cani: i più grandi Terranova e i più piccoli Labrador.
Il Labrador è stato quindi selezionato come cane da caccia da alcune famiglie nobili britanniche. Il suo compito è seguire il cacciatore senza intralciare, rimanere seduto e attento durante la caccia, memorizzare il punto di caduta delle prede, correre a recuperarle e riportarle al cacciatore. Per la sua abilità nel riporto in acqua e su terraferma, il Labrador ha conquistato presto tutti i paesi di lingua inglese: Stati Uniti, Canada, Australia.
Il carattere poco aggressivo, socievole, giocherellone, addestrabile, la facilità di gestione per il pelo corto e l’adattabilità lo hanno quindi fatto scoprire come cane da famiglia. E’ tra le razze preferite anche nell’assistenza (guida ciechi, pet-therapy, assistenza ai disabili), nelle unità cinofile della Protezione Civile e dalla Polizia nella ricerca di esplosivi e stupefacenti.
Commenti e integrazioni
Gli allevatori che si dedicano a sviluppare una razza sulla base di determinate caratteristiche fisiche, morfologiche e psichiche sono guidati da un ideale che a posteriori chiamiamo standard e che diviene poi la guida per gli allevatori futuri e per i giudici. Lo standard può modificarsi nel tempo in relazione al mutare delle funzioni richieste al cane o alla mode. Dal momento che il Labrador nasce come cane da caccia, dovremo tenere in considerazione questo fattore sia per quanto riguarda il suo aspetto che per le caratteristiche mentali.
Sono stati probabilmente i colonizzatori delle regioni del Nord America ad osservare per primi una particolare attitudine al riporto in condizioni di neve, ghiaccio e perfino nell'acqua gelida, in un cane di origini tutt'ora sconosciute. Successivamente, coloro che a partire da questo "proto-Labrador", hanno prodotto attraverso incroci e selezioni lo standard originale del Labrador Retriever non avevano probabilmente un esemplare ideale su cui basare i loro criteri: infatti, un "Labrador perfetto" non è mai esistito! È solo attraverso un costante confronto tra un Labrador e un altro che ci si può fare un'idea di quello che de-ve essere il cane ideale. Le caratteristiche di seguito riportate ritraggono appunto questo ideale.
Il modo in cui il Labrador si muove è strettamente collegato alla funzione per la quale è stato selezionato. Per quanto riguarda il tronco, la conformazione della cassa toracica si differenzia da quella di altri cani per il modo in cui le costole si staccano dalle vertebre dorsali. La costola del Labrador parte quasi orizzontalmente dalla colonna, curvando gradualmente verso il basso e mantenendo una forma a "barile"; questa caratteristica può erroneamente indurre a ritenerlo un cane grasso. Per meglio fendere l'acqua durante il nuoto le spalle sono leggermente più strette del posteriore. Il collo deve essere forte e abbastanza snello per dare la massima resa, ma privo di giogaia. La struttura del collo e delle spalle è importante per facilitare il sollevamento e il trasporto dei pesi. Il dorso ha muscoli forti ed è compatto. Un dorso troppo lungo è debole, come pure un dorso insellato. Le parti posteriori sono larghe e forti con ottimi muscoli su cosce e natiche. La linea superiore dorsale è diritta e non inclinata verso la coda e gli arti posteriori, così come le spalle, devono avere una corretta angolazione per agire da una parte come molle e dall'altra come ammortizzatori. Inoltre, per facilitare la meccanica di sollevamento e trasporto della preda, la scapola è lunga e inserita all'indietro, mentre l'omero forma un angolo retto con la scapola. Con questa angolazione il cane porta il peso con la spalla e non con la bocca o il collo. Se si lasciasse cadere un filo a piombo dalla punta della spalla, dovrebbe cadere appena dietro il gomito del cane. Poiché il Labrador deve muoversi sul fango e sulla neve, come sulla ghiaia e sull'erba, il piede deve essere di misura media e piuttosto compatto, in grado di aprirsi su una superficie dove un piede stretto affonderebbe. Inoltre, una membrana interdigitale particolarmente sviluppata "piede palmato" ne favorisce le prestazioni natatorie. La forma del piede è molto importante ed è descritta bene nello standard; questo genere di indicazione concorre a rendere il cane più o meno tipico. Il piede da lepre fa apparire tutto l'insieme del cane "sbagliato" così come un piede da gatto. La coda, grossa alla radice, va gradatamente affusolandosi; ciò è più evidente per la copertura di un pelo molto folto che diminuisce verso la punta; può essere diritta o curva ma mai arricciata. Il manto è liscio e duro in superficie mentre in profondità un sottopelo così folto da risultare difficilmente bagnabile conferisce al Labrador la tipica capacità di affrontare con sorprendente noncuranza l'acqua fredda. Questo manto composito, smussando spigoli e riempendo vuoti, conferisce quel piacevole aspetto rotondeggiante tipico di un vero Labrador. La forma dell'ampia testa suggerisce intelligenza, generosità e gentilezza e non ha nulla di minuto. Il muso è largo e le labbra ben piene sopra i denti canini, dando un'apparenza di rotondila. Il naso è largo e livellato fino all'estremità, finendo in ampie narici. Sia il muso che l'intera testa devono apparire quando il cane è immerso nell'acqua, ma non devono fenderla bensì galleggiare sulla superficie. Il naso è largo per tutta la sua lunghezza e forma un gradino pronunciato o "stop" dove si congiunge col cranio. Il piano del cranio è parallelo al piano del muso. La testa non deve essere nè troppo corta nè troppo schiacciata. Un buon Labrador nuota quasi scomparendo nell'acqua, si muove con calma e non bagna la preda; così facendo non spaventa gli altri animali che si trovano intorno. Gli occhi e le orecchie devono essere ben protetti: l'occhio avrà un sopracciglio accentuato, l'orecchio non sarà troppo grande nè sottile nè troppo piccolo, in modo da proteggerlo dall'aria e dall'acqua. Un occhio troppo sporgente o grande è esposto a tutti i pericoli esterni, come colpi, spine, graffi; mentre un occhio troppo infossato non può liberarsi facilmente dai corpi estranei. In molti casi durante l'inverno il tartufo si schiarisce assumendo un'ombreggiatura rosea. Questo è del tutto normale e non è da considerarsi un difetto. Grande difetto è però un tartufo depigmentato, di colore rosa.
Oltre alla conformità allo standard è importante che ci sia proporzione fra le diverse parti anatomiche, facendo sì che all'apparenza il cane risulti equilibrato e armonioso.
Secondo gli esperti la:
· REATTIVITA’ Attività: livello basso Eccitabilità: livello basso Affettuosità: livello medio Tendenza all’abbaio eccessivo: livello basso Tendenza alla minaccia di morso ai bambini: livello basso
· ADDESTRABILITA’ Addestrabilità all’obbedienza: livello alto Duttilità: livello alto Giocosità: livello medio/alto Distruttività: livello basso
· AGGRESSIVITA’ Abbaio territoriale: livello medio/basso Difesa territoriale: livello medio/basso Tendenza all’aggressività verso gli altri cani: livello medio/basso Tendenza a imporsi sul proprietario: livello basso
Lo standard

ASPETTO GENERALE Il Labrador Retriever è un cane di struttura robusta, di taglia media, compatto. Il cranio è largo; il torace ampio e profondo; i reni e il treno posteriore sono larghi e forti.
CARATTERISTICHE Molto agile, di ottimo carattere; l'olfatto è eccellente; la bocca morbida. Molto amante dell'acqua. Adattabile e affezionato compagno.
TEMPERAMENTO Intelligente, entusiasta e docile; desideroso di compiacere. Di indole buona, senza traccia di aggressività o di eccessiva timidezza.
TESTA E CRANIO Cranio largo con stop ben definito. Testa ben modellata, asciutta, senza guance carnose. Mascelle di lunghezza media, potenti e non appuntite. Tartufo largo, con narici ben sviluppate. Il cranio e il dorso del naso devono essere posti su un piano parallelo ed essere circa di uguale lunghezza.
OCCHI Di grandezza media che esprimono intelligenza e buon carattere, di colore castano o nocciola. Il colore nero o troppo chiaro degli occhi conferisce una espressione troppo dura e sono indesiderati. Occhi piccoli, troppo vicini o prominenti sono da considerarsi difetti. ORECCHIE Né larghe né pesanti, portate pendenti vicino alla testa e attaccate un po' arretrate.
BOCCA Mascelle e denti forti. Dentatura perfetta, regolare e completa con chiusura a forbice, cioè con la parte interna degli incisivi superiori sovrapposta e aderente alla parte esterna di quelli inferiori. I denti sono perpendicolari alle mandibole.
COLLO Di bella linea, forte, poderoso, inserito tra spalle ben costruite.
ARTI ANTERIORI Spalle lunghe e oblique. Arti con buona ossatura, diritti dal gomito al suolo, visti sia di fronte che di profilo. L'articolazione tra la scapola e l'omero deve formare un angolo di circa 90 gradi. Idealmente la lunghezza della scapola deve essere uguale alla lunghezza del braccio. Scapola dritta, braccio troppo corto e troppo muscoloso, spalle pesanti e qualsiasi altro difetto strutturale che impedisca la scioltezza dei movimenti, sono considerati difetti.
TRONCO Torace ampio e disceso, con costole ben arcuate "a botte". Linea del dorso dritta. Reni larghi, compatti e forti.
ARTI POSTERIORI Ben sviluppati, non inclinati verso la coda; grasselle ben flesse. Garretti bassi. Da penalizzare i garretti vaccini.
PIEDI Rotondi, compatti con dita ben arcuate e cuscinetti plantari ben sviluppati.
CODA Costituisce una caratteristica distintiva della razza. Molto grossa verso la base, si assottiglia gradualmente verso la punta, di lunghezza media, senza frange ma ricoperta da pelo corto, fitto e folto, che le da quell'aspetto arrotondato tipico (coda di lontra). La coda deve essere la prosecuzione della linea del dorso, può essere portata allegramente ma mai arricciata sopra il dorso. Una coda troppo corta o troppo lunga è da considerare un grave difetto. L'amputazione o qualsiasi altro intervento che alteri la lunghezza della coda non sono ammessi.
ANDATURA E MOVIMENTO Sciolto, con falcate adeguatamente lunghe; arti dritti e paralleli visti sia di fronte che posteriormente.
MANTELLO Costituisce una caratteristica distintiva della razza. Pelo corto e folto, senza frange e ondulazioni, piuttosto duro al tatto; sottopelo resistente all'acqua e alle intemperie. Una leggera ondulazione del pelo sul dorso è ammessa. Mantelli lanosi, soffici e setosi, radi non sono tipici della razza e devono essere penalizzati.
COLORE Completamente nero, giallo o fegato/cioccolato. Il giallo varia dal crema chiaro al rosso volpe, con sfumature in genere sulle orecchie e sul dorso. E' ammessa una piccola macchia bianca sul petto. Il colore del tartufo può essere nero (sul mantello nero o giallo) o marrone (sul mantello cioccolato). Nel labrador giallo il naso può assumere una colorazione sfumata, tendente al marrone, che si accentua nei mesi freddi. Il contorno degli occhi e delle labbra deve essere comunque nero (marrone nel labrador cioccolato). Il naso e la rima degli occhi depigmentati (rosa) non sono ammessi. TAGLIA L'altezza ideale al garrese è di 56 - 57 cm per i maschi e di 54 - 56 cm per le femmine. La distanza tra la punta della spalla e la punta della natica deve essere uguale o leggermente superiore all'altezza al garrese. La distanza dal gomito al terreno deve essere uguale circa alla metà dell'altezza al garrese. DIFETTI Ogni deviazione dallo standard è da considerarsi un difetto, che va penalizzato secondo gravità. NOTA I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale, ben scesi nello scroto.
I punti di forza
Rispetto ad altri cani da caccia, come le razze da ferma e i segugi, i Retriever dimostrano una maggiore attenzione verso l’uomo. Parte del suo lavoro richiede infatti uno stretto contatto con il cacciatore.
· è molto socievole, ama le persone. La tipica reazione Labrador è scodinzolare e avvicinarsi per un saluto affettuoso. La bassa aggressività e reattività rende possibile inserirlo senza problema in una famiglia con bambini, o un ambiente con altri animali. Per la fama di cane buono, il Labrador è accettato senza problemi anche nei luoghi pubblici. Anzi: può essere difficile evitare che gli estranei cerchino di toccarlo o di farlo toccare al bambino, come se fosse un giocattolo inanimato.
· E’ facile da educare e da addestrare con la gentilezza.
· E’ facile da motivare usando il cibo, il gioco e l’affetto come rinforzo.
· E’ un cane confidente, adattabile, pronto a seguirvi nella passeggiata in città o in montagna. Non teme il freddo, e può vivere all’aperto. Deve però essere coinvolto nella vita di famiglia.
· E’ un cane con bassa tendenza ad abbaiare, una caratteristica importante se siete poco tolleranti al rumore o avete vicini di casa suscettibili.
Punti deboli
Piuttosto indipendente. Questo compito prevede infatti che il cane sia in grado di lavorare a distanza, dimostrando determinazione e tenacia. Proprio questo aspetto del carattere può rendere difficile gestirlo quando è libero: tende ad allontanarsi, quando qualcosa attrae la sua attenzione può essere difficile convincerlo a tornare. Forse proprio la ricerca delle prede abbattute è la causa di un altro problema diffuso: l’attrazione “fatale” per qualunque sostanza più o meno commestibile. I Labrador sono capaci di ingurgitare davvero qualunque cosa. Questo si traduce in un forte rischio di soprappeso, e di intossicazioni quando è lasciato libero.
Rispetto all’adulto, il cucciolo è molto più attivo, reattivo, con una elevata richiesta di attenzione. La grande socievolezza predispone la razza a problemi di ansia da separazione. Soprattutto durante la crescita, il cucciolo può essere distruttivo se lasciato solo per lunghi tempi, piangere, urlare per lo stress. Richiede tempo ed energie per essere educato. E’ una razza molto richiesta, e per questo a volte capita di vedere Labrador poco tipici: iper-attivi, aggressivi verso i cani, timidi, con la tendenza ad abbaiare di frequente.
Alcuni problemi di comportamento possono essere causati da una madre troppo giovane e immatura, o da una separazione precoce dei cuccioli. Il cucciolo non impara a inibire e controllare il proprio comportamento. Questa patologia è conosciuta come sindrome da iper-sensibilità, iper-reattività.
Come addestrarlo
Impara a grande velocità Il cucciolo di Labrador è un concentrato di energia e di gioia di vivere. E’ il primo della classe del corso cuccioli: tutti gli esercizi di obbedienza, non litiga con i “compagni di classe”, è a proprio agio ovunque. Anche se ha sicuramente delle grandi doti, derivate dalla dura selezione per il lavoro di riporto, il Labrador però non “nasce imparato”. Per inserirsi nella famiglia e nel proprio ambiente richiede tempo e attenzioni, come tutti i cani.
Educarlo è divertente, basta un bocconcino per convincerlo a fare qualunque cosa! é possibile insegnargli tutto quello che servirà nei lunghi anni di convivenza, compreso il richiamo e a non mangiare tutto quello che si trova a portata di muso. Il maschio, a differenza della femmina, richiede qualche attenzione in più, a volte tende a imporsi, infatti, un maschio adulto che non è stato educato può sembrare indipendente, disobbediente, testardo. Non è necessario sgridarlo, è un cane che tende a collaborare con l’uomo, deve però poter imparare a eseguire quello che gli chiedete, altrimenti farà di testa sua, se educato è un cane davvero piacevole, pronto a seguirvi ovunque andiate.
Educazione e addestramento (nozioni di base).
Quando iniziare. l'età migliore del nostro cucciolo per cominciare ad educarlo è fin dal primo giorno che l'abbiamo presso di noi, accarezzandolo e parlandogli dolcemente e lasciandogli ispezionare tutti gli ambienti per rassicurarlo e integrarlo dolcemente nel suo nuovo branco. In realtà, l'educazione è già stata iniziata dalla madre che gli ha insegnato a mangiare e non dipendere da lei; ha mediato nelle dispute con i fratelli mentre cresceva; gli ha insegnato elementi di autodifesa e comunicato il senso della disciplina e della gerarchia.
Perché educare il cane. L'educazione di base è importante per vivere con il nostro cane una vita familiare e sociale piacevole e senza problemi. Attraverso l'educazione di base il cucciolo imparerà a non sporcare in casa, camminare al guinzaglio senza tirare, accorrere quando viene chiamato ma senza saltarvi addosso e a restare per brevi periodi da solo. Essa costituisce inoltre la premessa per l'addestramento che si potrà iniziare, gradualmente, dopo alcuni mesi.
Le regole del cane. Prima di iniziare ad impartire lezioni al nostro cucciolo dobbiamo avere chiaro nella nostra mente che il cane domestico appartiene a una specie che comunica, in maniera geneticamente determinata, attraverso segnali visivi, acustici ed olfattivi e atteggiamenti del corpo. Sulla conoscenza di questi segnali si fonda la possibilità, per l'uomo, di capire l'animale e di trasmettergli, a sua volta, una serie di messaggi (vedi la sezione: La comunicazione fra uomo e cane). Inoltre, trattandosi di una specie altamente sociale, il cane è portato a vivere nel branco secondo regole pure esse geneticamente determinate, che gli consentono di riconosce precise gerarchie a cui adeguarsi. In sintesi: se il cane vive in famiglia, questa è per lui il suo branco; inoltre, poiché il cane non è in grado di acquisire comportamenti sociali umani, la famiglia dovrà sapere che il cane la considera un branco "di cani" e comportarsi di conseguenza. Pertanto, chi si occuperà di lui più seriamente sarà probabilmente identificato come il "capo branco". Gli altri componenti dell'ambiente familiare dovranno inserirsi nella scala gerarchica in modo adeguato, affinchè il cucciolo si senta rispettato nella sua personalità pur riconoscendosi nel ruolo dell'"ultimo gregario". Evitiamo però la sottomissione "cattiva" del cucciolo, perché non vi è nulla di più triste che vedere un simpatico Labrador, giocherellone ed entusiasta del mondo intero, ridotto a obbedire in sottomissione e con la coda fra le gambe.
I sistemi educativi. L'educazione e l'addestramento del cane sono basati su tre strumenti: la ripetizione, la gratificazione e la punizione. La ripetizione è di fondamentale importanza e vi aiuta a capire la capacità di apprendimento dell'animale. Le ricompense per avere svolto in modo corretto ciò che gli è stato richiesto possono essere complimenti, carezze o pezzettini di cibo. In questo modo il cucciolo capisce che la riuscita di quanto richiesto è seguita da una ricompensa. Il castigo è un "NO" secco, detto con convinzione e possibilmente con autentica irritazione, ma senza isterismi; le busse dovrebbero essere uno strumento educativo da utilizzare solo eccezionalmente. E' importantissimo capire che gratificazioni e castighi devono essere impartiti nel momento in cui il cane fa bene o sbaglia. Ad esempio, colui che scopre che il proprio cane è scappato e quando torna lo castiga, compie uno sbaglio enorme poiché il cane associa ritorno-punizione o quantomeno si disorienta; se invece fosse stato rimproverato al momento della fuga, avrebbe compreso lo sbaglio; ecco perché molte persone che chiamano il proprio cane non hanno risposta di obbedienza: in passato lo hanno rimproverato nel momento sbagliato.
Pipì e cacca. Il Labrador impara facilmente a non sporcare. L'educazione del cucciolo va iniziata dall'età di due mesi e mezzo-tre perché prima non può capire. Nei cuccioli la defecazione è un riflesso che segue al pasto. Quindi, dopo il suo primo pasto nella nuova casa portate il cucciolo in un lembo d'erba che dovrà abituarsi a usare in futuro e aspettate … ; inizialmente ci vuole un po' di pazienza. Quando poi il cucciolo avrà fatto i suoi bisogni fategli i complimenti e riportatelo a casa. Se prima del pasto il cucciolo si accuccia per fare la pipì o la cacca portatelo subito fuori; l'ideale è prevenire il primo errore e fargli capire che deve uscire ogni volta che deve fare i suoi bisogni. Successivamente, ogni volta che il cucciolo avrà finito il suo pasto e bevuto, dovrà essere portato fuori: imparerà così ad andare verso la porta ed aspettare che voi apriate per farlo uscire. Un cane ha un modo preciso di comportarsi: una volta che l'ha capito, è fatta. Inizialmete sarete voi a dovervi adattare a un cucciolo, ma da adulto sarà lui ad adattarsi alle vostre esigenze. Passato il primo periodo le abitudini si fisseranno, e sarà una grossa conquista per il futuro perché quando si troverà in casa da solo, invece di sporcare per terra aspetterà che torniate. Fate però attenzione a non lasciare mai il cane da solo per troppo tempo: è crudele dopo avere abituato un cane a essere pulito, costringerlo al disagio di trattenersi a lungo. Può accadere che il bisogno si presenti al di fuori degli orari normali; in questi casi è bene che il padrone se ne accorga prima che il cane gratti la porta o si metta a girare nervosamente intorno annusando o abbai per essere condotto fuori; la cosa migliore è stare attenti e capire quando il cane vi indica che vuole andare fuori.
Come regola generale, è consigliabile portare fuori il cane: la mattina presto quando ha mangiato, la sera prima di andare a dormire e anche durante la giornata. Il cane tende a scegliere un luogo preciso dove fare i suoi bisogni ed è bene che lo aiutate a sceglierlo e aspettiate lì finché non ha finito.
Il guinzaglio: Le costrizioni del guinzaglio possono essere vissute dal cucciolo con molta frustrazione. Per eliminare questo rischio è necessario applicare due regole: evitare l'impatto brusco e condizionare il cucciolo associando al guinzaglio eventi a lui graditi. L'evento ideale è la passeggiata in un luogo gradito e nel quale il cucciolo non possa altrimenti accedere; il risultato ideale è vedere il cucciolo, e poi il cane adulto, felice di vedervi prendere il guinzaglio. Il miglior guinzaglio per il Labrador è quello "corto" tradizionale con collare di cuoio. Se il cucciolo è molto esuberante si può usare il collare a catenina scorrevole con maglie non troppo sottili per non fargli male. E' assolutamente da evitare l'imbracatura che, dividendo su un'ampia superficie la forza trainante, renderebbe difficilmente gestibile un cane forte ed esuberante come il Labrador e potrebbe anche viziarne lo sviluppo osseo. L'utilità di lasciare al cane un collare permanente è controversa; se optate per questa soluzione assicuratevi che non sia nè troppo stretto nè troppo lento, per il rischio che rimanga impigliato in qualcosa. L'addestramento può iniziare verso i tre mesi e deve essere finalizzato ad insegnare al cane a non tirare e a camminare al vostro fianco senza accettare "provocazioni". Inizialmente le passeggiate non devono superare i dieci minuti perché le marce forzate fanno male alle fragili articolazioni del cucciolo. I primi giorni dovrete essere voi a seguire il cucciolo. Successivamente potrete tirarlo dolcemente mentre lo chiamate e vi allontanate cosicché il vostro movimento attiri la sua attenzione e non venga scambiato per un tentativo di trascinamento. Ogni tanto gratificatelo con pezzetti di cibo e carezze. Il questa fase dell'insegnamento ci si deve sforzare di tenere il guinzaglio lento. Il cane dovrà imparare a muoversi alla vostra sinistra e non davanti o dietro di voi. Se tende ad andare avanti, tirate leggermente e andate nella direzione opposta senza aspettare il cucciolo. Se oppone resistenza e rimane indietro, fermatevi e ripartite con un piccolo strattone, chiamandolo. Se il cucciolo vi tira superatelo facendo un semicerchio e con leggeri tiri riportatelo nella posizione giusta oppure anticipate la trazione e, prima che il cucciolo raggiunga la fine del guinzaglio, pronunciate un secco "NO" mentre tirate il guinzaglio. Quando si attarda attratto da qualcosa evitate di rallentare per aspettarlo, ma piuttosto invertite la direzione di marcia e camminate senza dare tempo al cucciolo di ribellarsi. Un utile esercizio è portate il cane su un marciapiede delimitato alla vostra sinistra da un muretto e farlo camminare fra voi e il muretto; tutte le volte che cerca di passare avanti a voi toccatelo sul naso con un giornale o un rametto di foglie e dite "NO". Dopo un paio di mesi, quando il cucciolo si sarà perfettamente abituato al guinzaglio, portatelo nella confusione delle strade affollate e dei rumori della città.
Il richiamo: Il cane deve imparare a rispondere quando viene chiamato per nome o con altri richiami convenzionali come un fischio. Una pronta risposta può evitargli grossi problemi: pensate ad esempio ad un cane fermato mentre sta per attraversare una strada trafficata attratto da qualcosa che sta dall'altra parte o mentre sta nuotando in un torrente e si avvicina a dei vortici. E' buona norma chiamare il cucciolo solo quando è necessario, usando un richiamo breve e facile da identificare. Una tecnica per iniziare consiste nel nascondersi e chiamare prontamente il cucciolo non appena lo vedete cercarvi smarrito. Quando risponde prontamente gratificatelo con complimenti e premi senza però trattenerlo, ma vezzeggiatelo facendogli capire che siete felici che sia arrivato e che non avete intenzione di legarlo. Se anziché rispondere si allontana non inseguitelo ma chiamatelo allontanandovi dalla parte opposta. Non mettevi mai nella situazione perdente di chiamarlo mentre è attratto da una situazione per lui irresistibile, come ad es. giocare con un altro cucciolo; in questo caso, se non potete aspettare, distraetelo con un biscotto, mettergli il guinzaglio e invitatelo allegramente a seguirvi. Se lo chiamate dopo che ha combinato qualche guaio non punitelo mai quando vi raggiunge altrimenti associerebbe la risposta alla punizione.
Il Labrador è arrivato
come cane ideale per la famiglia, nasce però come
cane da lavoro per il riporto, infatti è proprio il
riporto alla base delle caratteristiche sia fisiche
che caratteriali.
A differenza di altre
razze, la selezione per le competizioni
morfologiche (esposizioni di bellezza), non ha
cambiato molto l’aspetto del Labrador.
Esistono però
linee “di bellezza” e
linee “di lavoro”.
I cani di linee da lavoro sono quasi sempre
neri, vi sono comunque cani con ottime doti di
lavoro anche di colore giallo, più rari quelli
color cioccolato. L’addestramento prevede una
parte di obbedienza, e lo sviluppo delle attitudini
naturali con esercizi di difficoltà crescente,
durante la fase di addestramento il cane deve
dimostrare tutte le qualità richieste:
·
restare fermo in attesa del proprio turno senza
abbaiare o guaire (di eccitazione),
·
nessuna aggressività verso l’uomo e gli altri cani,
attenzione e attitudine a trovare e
riportare la preda con “bocca
dolce”, senza rovinarla
quindi con i denti.
Utilizzo dei labrador
Il Labrador è un cane da caccia, con caratteristiche specifiche per il riporto acquatico.
Viene, infatti, utilizzato dai cacciatori per recuperare le prede, sia in ambienti umidi (paludi, laghi, mare) sia su terraferma.
Per valutare le qualità naturali e l’addestramento del cane sono organizzate delle prove attitudinali.
PAR (Prova di Addestramento per Retriever)
Organizzata dal Retriever Club Italiano, prevede quattro classi: A-Addestramento perfezionato, B-Medio perfezionamento, C-Principianti, D-Debuttanti. In ogni classe si svolgono esercizi di difficoltà crescente di: indifferenza allo sparo, obbedienza, cerca, fiuto, memoria e riporto di un dummy, (un salamotto di tela imbottito). Nelle prove C, B, A, è previsto anche un riporto in acqua.
Le gare di caccia
Sono le gare ufficiali ENCI per i Retriever. Per raggiungere il titolo di Campione Italiano di Lavoro è necessario vincere, con la qualifica I eccellente CAC tre gare di caccia.
Le gare si suddividono in: prove alla francese, prove all’inglese, e si dividono in due fasi: la prova su terra e il test in acqua.
Nel recupero in acqua il cane non deve scrollarsi fino a quando non ha consegnato nelle mani del conduttore la preda.
Agility e Obedience.
Nell’ Agility la sua struttura fisica robusta non gli permette però di competere con i cani da pastore, più agili e veloci.
L’Obedience non è una disciplina ideale per la razza. Infatti, il cane, non ama ripetere gli esercizi di obbedienza, poiché tende ad essere indipendente e mantenere una certa libertà di iniziativa.
Addestramento al soccorso ed all’assistenza
Le sue doti si esprimono al meglio proprio nelle attività che mettono in risalto queste caratteristiche, come: ricerca di superficie, su macerie, su valanga. Altro compito ideale per la razza è l’assistenza ai diversamente abili e la pet-terapy.
Comportamento e carattere. Qualità, attitudini e difetti del Labrador.
Oltre alle apprezzate qualità venatorie, che da sole non spiegherebbero la grande diffusione del Labrador (in assoluto la razza più diffusa in Nord America e in grande ascesa anche in Europa), il Labrador ha tutte le qualità desiderabili per un cane che deve diventare l'animale di casa. E' adattabile; obbediente e desideroso di accondiscendere; molto-molto affettuoso; vivace ma privo di aggressività e quindi "sicuro"; esuberante nel gioco ma gentile e delicato, particolarmente con i bambini più piccoli; curioso per tutto e per tutti ma non molesto; socievole con gli altri animali, coraggioso e indipendente e istintivamente pulito (impara subito a non sporcare in casa). Un Labrador ha tutte queste qualità e in più un'intelligenza che gli permette di apprendere facilmente e affrontare molte situazioni differenti reagendo adeguatamente. Gli piace stare con i membri della famiglia e nello stesso tempo sta tranquillo quando viene lasciato solo. Non pone nessun problema di nutrizione ed è stato selezionato per avere una costituzione sana e robusta. Insomma, il Labrador è capace di diventare un meraviglioso amico; comprende le esigenze dei padroni e collabora alle loro iniziative.
In ogni campo di azione il Labrador è pieno di risorse: grazie ad un naso molto sensibile e alla sua costanza nel lavoro può essere addestrato per individuare droghe ed esplosivi e per trovare persone sepolte sotto valanghe e macerie; in Italia e in Francia il Labrador è usato come cane da tartufo. Grazie alla particolare confidenza che ha per l'acqua è stato usato per il salvataggio di naufraghi e bagnanti in difficoltà. E' stato utilizzato in periodo bellico per portare messaggi. Per le sue caratteristiche di cane da riporto si presta anche per svolgere curiosi compiti domestici come portare le pantofole al padrone o andare a prendere il giornale (traffico permettendo). Una delle sue funzioni più importanti e nobili è la guida dei non vedenti. Si è scoperto che i Labrador sono più adatti di qualsiasi altra razza per questo ruolo. In Gran Bretagna, sotto il nome di "Guidewell", i Labrador sono educati per la guida dei ciechi e una cagna gialla con questa funzione ha vinto il primo premio in una gara di bellezza. Questo perché gli inglesi, realizzando che il rapporto cieco-cane è vitale anche per le relazioni sociali del non vedente, scelgono degli esemplari che "attirano" i complimenti. Il Labrador in Inghilterra viene anche utilizzato a fini terapeutici negli ospedali pediatrici e negli istituti per handicappati, proprio perché il suo temperamento è così dolce. È veramente un grande cane.
C'è solo una cosa che il Labrador non può fare: il cane da guardia. Prima di prendere un cane bisogna tenere presenti varie cose: c'è da considerare che un Labrador richiederebbe due buone passeggiate al giorno, possibilmente senza guinzaglio in luoghi dove possa dar sfogo alla sua vivacità. Richiede anche un'area adeguatamente spaziosa o la possibilità di muoversi o una casa abbastanza grande, per impedire che la coda spazzi via gli oggetti dai tavoli. Necessitando di compagnia e di qualche stimolo mentale: non devono essere rinchiusi in casa da soli tutto il giorno! Nella scelta è utile prendere in considerazione le caratteristiche della razza dell'animale in relazione alle proprie esigenze: se si vuole l'aggressività, il Labrador non va bene. Se si permette all'animale di essere un "individuo" e di non temere la sottomissione, si svilupperà un rispetto reciproco. Il Labrador tende a essere così coccolone che il pericolo è nel viziare il cane e dargli tutto quello che vuole. Contrariamente ad altre razze, il La-brador è stato selezionato e allevato in modo da avere una costituzione forte, cosa che gli permette di vivere a lungo (quattordici o quindici anni e più) in buona salute. Inevitabilmente sorgeranno però i problemi della vecchiaia, con la responsabilità di prendersi cura di un vecchio Labrador. Gradualmente diventa più lento, tende a non alzarsi e non viene più da voi velocemente quando lo chiamate. Arriverà il giorno in cui dovrete decidere se sopprimerlo o lasciare che passi da una malattia all'altra. Tuttavia, finché il cane non soffre e può vivere bene, camminare, mangiare e bere senza difficoltà, può essere ancora un fedele amico.
In Inghilterra, culla di tante razze canine, il Labrador gode di una notevole popolarità. La ragione è molto semplice: sia che uno sia cacciatore, bambino, non-vedente o una persona qualunque, che vuole avere un cane che consenta il sogno del rapporto perfetto padrone-animale, la scelta del Labrador non deluderà mai. Sia fisicamente, che psichicamente è il cane archetipale: bello, elegante, sano, dolce, intelligente, affettuoso ed affidabile. Non ha rivali!
La trassmissione del colore
I colori del mantello del Labrador sono tre:
nero,
giallo e
cioccolato (marrone).
Cerchiamo di capire come e perchè avviene la trasmissione del colore in questa razza.
Nel Labrador il colore del mantello viene determinato dalla combinazione di due coppie di geni. Una coppia stabilisce il colore (nero o marrone), l'altra coppia determina l'espressione o meno del colore. In realtà quindi esistono solo due colori: il NERO e il MARRONE. Il colore GIALLO non è il risultato della presenza di un gene del colore giallo, ma l'incapacità di esprimere il colore nero o marrone. Le diverse sfumature del giallo (dal rosso volpe fino al crema chiarissimo) sono determinate da altri geni (poligeni) che agiscono in combinazione tra loro. Ricordiamo che i geni possono essere "dominanti" o "recessivi": un gene "dominante" determinerà sempre il colore del mantello, è sufficiente che sia presente nel patrimonio genetico e non ha importanza con quale gene sia accoppiato. Un gene "recessivo" può determinare il colore del mantello solo quando non è presente il gene dominante. I geni sono sempre in coppia, uno viene ereditato dalla madre e uno dal padre. Per convenzione i geni dominanti vengono indicati con una lettera maiuscola, mentre i geni recessivi vengono indicati con la lettera minuscola. I geni presenti nel Labrador sono: B = nero b = marroneE = colore e = no colore
Un Labrador può avere quindi: BB, Bb o bb insieme a EE, Ee o ee
Le combinazioni possibili sono: Due set di geni (E,B), non uno, controllano la colorazione del mantello del Labrador. Un set (E o e) controlla insieme sia il colore scuro (nero e cioccolato) sia quello chiaro (giallo). I Labrador con genotipo EE (omozigote dominante) o Ee (eterozigote) saranno scuri (neri e/o cioccolato). I Labrador che sono, invece, ee (omozigote recessivo) saranno chiari (gialli).
Il secondo set di geni influenza il colore scuro del Labrador (B o b). Questo set controlla che il Labrador sia nero (caratteristica dominante) o cioccolato (caratteristica recessiva) ambedue dominanti sul chiaro. Il cane scuro BB (omozigote dominante) o Bb (eterozigote) sarà nero. L'unica possibilità per un Labrador cioccolato sarà quella di essere scuro (EE o Ee) è bb (omozigote recessivo).
Semplificando:
- le possibilità per Labrador neri sono EEBB, EEBb, EeBB o EeBb.
- le possibilità per Labrador gialli sono eeBB, eeBb o eebb.
- le possibilitàper Labrador cioccolato sono EEbb o Eebb. Ricordatevi che i cuccioli prenderanno una E,e (maiuscola o minuscola) dalla mamma e una dal babbo, così come una B,b (maiuscola o minuscola) dalla mamma e una dal babbo per avere il codice genetico completo.
Se si accoppiano due genitori che sono entrambi EeBb (manifestano nero), si potrà avere nella cucciolata di tutti e tre i colori!
Dal che si deduce che dall'accoppiamento tra Labrador:
- due gialli potranno solamente avere cuccioli
il cucciolo di labrador
Un piccolo labrador è l'espressione stessa del concetto di cucciolo.
Farsi conquistare è quindi particolarmente facile.
Attenzione però a non cedere all'impulso del momento e a non portarsi a casa un cucciolo solo perchè è "così carino da non poter resistere": il cucciolo non è un giocattolo, ma una essere vivente e sensibile, che richiede attenzione, tempo e fatica.
Il labrador è veramente un cane per tutti, ma non tutti sono buoni padroni per lui.
Prima di acquistarlo è necessario tenere presente che si tratta di un cane grande, che ha bisogno di moto e una necessità vitale di compagnia umana. Il labrador è un cane da lavoro, è un retriever, che andrebbe sempre addestrato anche a compiere piccoli gesti quotidiani anche portare le pantofole o il giornale. Solo dopo aver attentamente riflettuto a fondo si potrà decidere quindi di iniziare una nuova avventura come proprietari di un labrador.

Dove acquistarlo
Il labrador è oggi un cane tenuto in grande considerazione.
Le razze di moda sono tuttavia spesso rovinate da improvvisatori e da veri e propri truffatori che cercano di procurarsi grandi quantità di cuccioli solo per ottenere forti quadagni.
Tequila, labrador dell'Est. Immagine e notizia scaricata da internet
Anche lui "somiglia" soltanto a un Labrador...ma il vero problema non è certo la bellezza.Tequila è cardiopatico, nonché displasico a gomiti e anche: nelll'anca destra il femore è tenuto in posizione solo da muscoli e legamenti, perché la testa del femore quasi non tocca neppure l'acetabolo.
I cuccioli prodotti per esclusivo scopo commerciale sono generalmente esemplari con serie carenze strutturali, deboli e soggetti ad ammalarsi facilmente anche da adulti, l'esatto contrario di un vero labrador, un cane a prova di bomba, forte e robusto. In altre parole un cucciolo pagato qualche Euro in meno può significare un'intera vita di problemi.
Al contrario occorre tenere presente che nessun allevatore serio produce cuccioli in catena di montaggio e che in cinofilia la quantità va sempre a discapito della qualità.
Per queste ragioni prima di acquistare il nostro futuro compagno a quattro zampe occorre scegliere il posto giusto, che non sempre è quello più vicino o comodo da raggiungere.
L'allevamento sicuro è quello riconosciuto ENCI (Ente Nazionale della Cinifilia Italiana) specializzato solo in questa specie o al massimo in due, ma sempre retriever.
Gli allevamenti che tengono molte tipologie non danno infatti le stesse garanzie neanche quando si fregiano di un affisso ENCI.

Allevare una cucciolata è difficile e alle volte non bastano amore e buona volontà.
Prima di acquistare il cucciolo è quindi necessario informarsi bene sulla persona che ha curato l'alimentazione e lo svezzamento.


Anche per quanto riguarda i negozi è possibile trovarne di serissimi che funzionano da tramite tra acquirente e privati sicuri o allevamenti di qualità. Purtroppo ci sono anche gli speculatori a cui interessa solo comprare a poco e vendere a molto. Pretendiamo sempre di conoscere la provenienza del cucciolo diffidando da quelli che arrivano dall'estero (l'Inghilterra, patria della specie, non esporta labrador) e soprattutto dei cosidetti pedigreee internazionali.
Il Pedigree
(certificazione delle origini rilasciato dall’E.N.C.I.)
Molti pensano di risparmiare acquistando un cucciolo senza pedigree dal momento che non sono interessati alle esposizioni o alle gare di lavoro ma solo a trovare un compagno per la propria famiglia. Occorre tuttavia fare alcune considerazioni.
Il pedigree non identifica il cane bello, ma il cane di pura razza.
Un Labrador senza documenti, anche se splendido, non può essere definito "labrador".
La partecipazione a una competizione cinofila ufficiale non sarebbe ad esempio consentita.

Anche nella ricerca di un partner il cane senza pedigree incontra numerose difficoltà: i proprietari di cani puri non permettono mai l'accoppiamento con cani privi di pedigree perché pure i cuccioli ne sarebbero sprovvisti (contrariamente a ciò che alcuni credono non basta che lo possieda un solo genitore).
Inoltre, chi sceglie un labrador vuole sicuramente un cane dolce, ubbidiente, sicuro con i bambini.

Purtroppo non si può essere certi di trovare queste caratteristiche in un soggetto senza pedigree, per il quale non è stata eseguita alcuna selezione tesa a mantenere e migliorare le peculiarità della specie.
Un labrador senza pedigree potrebbe infatti avere l'aspetto di un labrador purissimo ma essere il risultato di un retriever e magari di una cane mordace.
La scelta del cucciolo
Quando ci troviamo davanti a una cucciolata non scegliamo il cucciolo più simpatico o quello che ci corre incontro per primo. La scelta di un cane deve essere fatta con coscienza e responsabilità. Se ci troviamo in un buon allevamento lasciamoci consigliare. Se ci troviamo in casa di un privato o in un negozio cerchiamo almeno di capire se i cani sono sani e di buon carattere.
Premessa. A due mesi i cuccioli manifestano in maniera chiara la propria individualità: presentano cioè delle caratteristiche comportamentali e fisiche che li differenziano dagli altri individui della cucciolata. Queste caratteristiche consentono di prevedere come sarà il cane da adulto ... con un buon grado di incertezza. Ad esempio, un cucciolo palesemente più grande e grosso dei propri fratelli tenderà a diventare da adulto troppo grande rispetto allo standard, e il più mingherlino tenderà a conservare questa sua caratteristica; ma non sono infrequenti i casi di rientro nella media, e analogamente non sono infrequenti i casi di uscita dalla media. Ancora più difficile è identificare le caratteristiche del "Campione": anche il selezionatore più esperto difficilmente identifica l'esemplare eccellente prima dei 10 mesi di età. Anche le caratteristiche psicologiche e sociali si manifestano precocemente, ma non si devono affatto escludere successive modificazioni spontanee o determinate dalle dinamiche psicologiche del "branco umano" nel quale il cucciolo verrà integrato o, ovviamente, dal lavoro di un istruttore. Fatte queste doverose premesse vediamo ...

I criteri per la scelta del nostro cucciolo. La premessa per una buona scelta è l'osservazione della cucciolata; l'ideale è stare con i cuccioli e osservarli. Abbiamo già visto che per avere un Labrador tipico è meglio scegliere un cucciolo che non si discosti dalle dimensioni e dalla mole dei fratelli di cucciolata. Gli altri parametri fisici da privilegiare nella scelta del cucciolo tipico sono l'aspetto "quadrato" con petto profondo e ossatura solida, la testa generosa, ben proporzionata e con stop definito. Gli occhi dovrebbero essere dolci ed espressivi, ne' troppo scuri ne' troppo chiari; le orecchie non dovrebbero essere troppo grandi e pesanti o con l'attaccatura bassa. Passando alle caratteristiche comportamentali, il cucciolo dovrebbe mostrarsi allegro, estroverso e socievole con i fratelli e con le persone, non troppo aggressivo e prepotente o ringhioso e pronto a mordere e nemmeno pauroso e rinunciatario al punto da ritrarsi continuamente, tremare o guaire per le avances dei fratelli o delle persone. Vi possono essere anche delle peculiarità che pur non interferendo con la tipicità caratterizzano fortemente l'individuo che ne è portatore, come ad esempio la curiosità (che porta il cane a precipitarsi per conoscere una persona o un animale che vede per la prima volta o a ficcare letteralmente il naso in tutti i recessi di un ambiente nuovo), o l'affettuosità che lo porta in continuazione a cercare e fare le coccole, o quel tipo di dedizione che lo porta a stare sempre al fianco del padrone seguendolo continuamente passo per passo, e altre cose così. Ovviamente questi aspetti, se uno ha la pazienza di scoprirli, aiutano a scegliere il Labrador più confacente alle proprie aspettative. Vi possono anche essere delle esigenze o delle preferenze particolari dei futuri padroni per cui può risultare ragionevole discostarsi dalla tipicità: ad esempio la persona anziana che vuole portare personalmente il cane a passeggio probabilmente preferirebbe rinunciare all'esuberanza tipica di molti Labrador, che rischierebbe di farlo cadere, e optare per un carattere tranquillo; una persona con una forte componente "protettiva" potrebbe aver piacere di trovare il Labrador un po' fifone che si infila spesso fra le sue gambe per cercare protezione; analogamente vi potrebbero essere delle ragioni per preferire il Labrador che abbaia, o quello che difende il territorio, o quello che se ne sta spaparazzato e non si smuove nemmeno con le cannonate ... caratteri questi non certamente tipici del Labrador ma che possono risultare graditi in particolari situazioni. Parlando con l'allevatore questi potrà consigliarvi e aiutarvi a scegliere il cucciolo che meglio si adatta alle vostre esigenze; ovviamente per poter scegliere è necessario prenotare il prima possibile. Se alla fine sarete ancora incerti e non riuscite proprio a scegliere, ponetevi in mezzo ai cuccioli e ... lasciate che sia "vostro" cucciolo a scegliervi.
Alcuni dei testi sono Liberamente tratti da articoli di Valeria Rossi
Le immagini sono del nostro allevamento